ROERO

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Roero

Un grappolo di colline poste sulla sponda sinistra del Tanaro albese: questo è il Roero. Un territorio variegato e dai forti contrasti paesaggistici, accentuati dalle selvagge e labirintiche rocche, che il mito delle origini del Roero vuole scavate da Belzebù in persona nel corso di una infernale notte di lavoro.

Da sempre terra da vini, di origine marina, che regala pienezza, eleganza e profumi.

Mai come nel Roero il paesaggio ha una forte personalità: tanti piccoli vigneti dalle più strane geometrie che, come tessere di un mosaico, disegnano i versanti collinari rivolti al sole. Qua e là, i caratteristici “ciabot” contadini, espressione di un’architettura senza architetti, conferiscono un aspetto fiabesco a queste colline del vino.

Dal 2014 c’è un motivo in più per visitare le colline del Roero. Quel motivo si chiama Unesco: l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha inserito i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato nella lista dei siti patrimonio dell’umanità, grazie al risultato dell’azione combinata tra uomo e natura.
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